SANTA LUCIA? CI SIAMO QUASI!

SANTA LUCIA? CI SIAMO QUASI!

IN ATTESA DELLA NOTTE MAGICA

Pronti per Santa Lucia? A casa nostra è partito il conto alla rovescia, perché si avvicina a grandi passi la notte fra il 12 e il 13 dicembre, quella in cui la fanciulla vestita di bianco, accompagnata dall’immancabile asinello che traina il carretto, “lascia i doni ai bambini buoni”. Oddio, non è che succeda solo a casa nostra, perché la tradizione sopravvive in una fascia che include Bergamo, Brescia, Mantova, Cremona, Verona, più un’altra fetta di Veneto e una parte dell’Emilia.

LEGGENDE E RITI PER CHI ASPETTA SANTA LUCIA

Ad emozionare, è il periodo che precede il 13 dicembre, scandito da piccoli riti quotidiani: secondo la leggenda la Giovane, solo quando fa buio, si aggira per le strade, con il carretto colmo di giocattoli, facendosi aiutare da un asinello in grado di volare, che la riporta in cielo tutti i giorni. Naturalmente Santa Lucia non può essere vista dai bambini, che da novembre inoltrato tutte le sere aspettano la sua visita: lei, rigorosamente nascosta, si avvicina all’uscio suonando il campanellino, mentre i piccoli, dall’interno, prima di elencare la lista dei desiderata, quasi trattenendo il fiato, recitano una poesia o intonano una canzoncina. Una volta che lei si è allontanata, socchiudono la porta per vedere se ha lasciato qualche caramella o qualche cioccolatino. Il bello? Il coinvolgimento di tutta la famiglia. Perché i genitori devono cercare qualcuno che suoni il campanello per i loro figli e per rifocillare l’asinello assieme ai loro piccoli preparano una ciotola d’acqua, della biada, un covone di fieno. Che puntualmente faranno sparire.

I LAVORI PER I REGALI DI CASA NOSTRA
A casa nostra, come dicevo, il conto alla rovescia per Santa Lucia è già partito: anche se i miei figli sono ormai grandicelli aspettano comunque i regali. E io ci ho già pensato: per Ettore ho scelto una sedia da gaming, sperando di aver indovinato, visto che mi sono fatta aiutare dalla nipote giovane e rampante, mentre per Clara ho preso un orso di peluche gigante, che fa il paio con quello che le feci trovare per la Cresima. E assieme a mia mamma e mia sorella ho passato una domenica pomeriggio nel vestire l’orsacchiotta; se mia madre ha tirato fuori dai cassetti magici che solo una nonna può avere per fornirci almeno tre alternative, io e mia sorella abbiamo tagliato e cucito (in realtà io sono una pasticciona fantasiosa, lei fa le cose sul serio). Quindi come sempre, ci si diverte più nell’attesa, no? Del resto ho già pensato anche ai regali per tutti gli altri familiari, naturalmente scegliendo cose sopra le righe, che loro non si comprerebbero mai. Chissà se il mio papi dal cielo starà ridacchiando…

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