IL NATALE DI UNA MAMMA? ERA UNA MARATONA

IL NATALE DI UNA MAMMA? ERA UNA MARATONA

Diciamo la verità. Un po’ me ne sono sempre lamentata. Perché il Natale,
per una mamma, era davvero qualcosa che si avvicinava a una maratona. Le settimane che precedono le feste erano scandite dalla preparazione di abiti e costumi per le recite dei figli, dalla ricerca del materiale più particolare per gli ultimi ritocchi ai lavoretti, e poi da merende di classe, feste in piscina, saggi di musica. Dove puntualmente ti offrivi di dare una mano, perché quello che avevi da fare a casa, e nel lavoro, non ti bastava. 

CHE NOSTALGIA, I PREPARATIVI DEGLI ANNI SCORSI

Certo, era una sfacchinata, ma non so cosa darei per poterla rifare. Quest’anno niente recite e feste a scuola, niente pizzate, niente ritrovi. Oddio, non voglio fare capricci, perché so bene che c’è chi passerà le feste in ospedale e chi trascorrerà il Natale a casa, ma nell’attesa che qualcuno chiami proprio dall’ospedale, con notizie incoraggianti su una persona cara. E c’è chi avrà appena perso un familiare, senza nemmeno poterlo salutare. Però mi mancano le corse per trovare  l’abbigliamento giusto per il saggio di Natale, mi mancano le prove con qualche camicia o paio di pantaloni scovati nel fondo di un cassetto, mi manca l’emozione nell’aspettare che i miei figli suonino o cantino su un palcoscenico. Perché, anche se si tratta di “canzoncine”, per noi mamme i figli sono sempre belli, bravi, simpatici, brillanti, disinvolti per definizione. In una parola? Straordinari, modestamente!

DAD PER IL FIGLIO MAGGIORE
Quest’anno, poi, mio figlio non mette piede in classe da non so più quante settimane, quindi non ha appuntamenti scolastici natalizi: l’anno scorso, in prima liceo, aveva portato qualche decorazione per l’albero, e aveva qualche impegno qua e là, con i vecchi compagni di scuola, a cui partecipare con un outfit adeguato. E io, che salutavo colleghi e amici fra un impegno e l’altro, mi limiterò a festeggiare il Natale con loro solo via Zoom o GoogleMeet. Speriamo che l’anno prossimo ci sia ancora da sfacchinare, dai!

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