AIUTO, SONO VECCHIA! E INCONSOLABILE

AIUTO, SONO VECCHIA! E INCONSOLABILE

Negli ultimi giorni sono andata in crisi, realizzando all’improvviso che sono vecchia. Motivo? Non un compleanno, né un anniversario, ma l’iscrizione al liceo di mia figlia, la mia bambola, la mia Pigotta di panno lenci.

ODDIO, I DRAMMI SONO BEN ALTRI

Beh so già, e con certezza, che qualcuno mi prenderà per i fondelli. Ma io voglio lamentarmi lo stesso. E anche tanto. Perché negli ultimi giorni sono proprio entrata, meglio piombata, in crisi. Di colpo, ho capito di essere vecchia, mi sono sentita vecchia, come se un macigno mi avesse schiacciato, fino a stritolarmi. E non per una o l’altra ricorrenza, tipo i genetliaci, che segnano senza se e senza ma il passare del tempo. Nuove rughe? Nemmeno, ameno non mi pare, perché per il momento il viso tiene, grazie alle mille cremine, alla mancanza di sole e al dna tramandatomi da mamma e nonna.

MA QUANDO LA FIGLIA CRESCE…

Allora? Ecco, la mia cucciola, mia figlia minore, aspetta l’icrizione al liceo. Indice che la mamma ha “una certa”. Perché finché i figli sono bambini, una mamma si sente giovane, anche se magari li ha avuti in età non esattamente verdissima, ma quando parliamo di liceo, insomma, i conti sono presto fatti. E io, davvero, mi sono sentita vecchia. E inconsolabile. Certo, cercando di ragionare, mi dico che se a “una certa” ci sono arrivata vuol dire che va bene, visto che l’alternativa è anche peggio. E poi mi racconto che ora avrò una specie di seconda giovinezza, perché un figlio al liceo è più autonomo e io mi potrò ritagliare di nuovo scampoli di tempo libero, per seguire finalmente interessi e progetti che sono da anni e anni e anni in stand by. Ma non è che funzioni granché, io continuo a sentirmi inconsolabile. Se facessi finta di niente?

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