APRILE, DOLCE DORMIRE. VERO?

APRILE, DOLCE DORMIRE. VERO?

Da piccola sentivo sempre ripetere “aprile, dolce dormire”. Un detto che sottoscrivo appieno, anche se in realtà mi sono portata avanti anche a marzo, quando, con la stanchezza legata al trasloco, facevo pisolini continui. Poi faceva freddo e nei fine settimana cercavo di poltrire almeno un po’. Tutto passato? Macché, visto che ho comunque voglia di fare delle gran dormite, tanto che temo seriamente di prendere la forma del divano. Va bè, quella delle forme è un’altra storia, che affronterò nella fatidica “prova costume”, che vorrei tanto fosse per iscritto. Soprattutto quest’anno, dopo oltre dodici mesi in casa o giù di lì.

MA QUANTE SONO LE ORE GIUSTE DI SONNO?

Comunque, mi chiedo sempre, perché non mi bastino sette ore. La nonna Tullia, fonte inesauribile di perle di saggezza, oltre ad “aprile, dolce dormire”, diceva, ripetendolo con convinzione “sette ore ogni corpo, otto ogni gran porco”. Amen. E c’era dentro tutta la sua mentalità e quella dei suoi tempi, che vedeva nella pigrizia della madre di famiglia, o della padrona di casa, una pecca e un peccato non indifferenti. Sarà, ma a me ne servirebbero nove, anche dieci, di ore, potendo. Ma anche qui c’è un però.

ANCHE I FIGLI DICONO LA LORO

Lo scorso week end, tanto per cambiare, ho dormito all’inverosimile, mi sono svegliata con un bel faccione gonfio, con un leggero senso di torpore. Mio figlio, un ragazzone sedicenne che mi scruta sempre con attenzione, cogliendo tutte le sfumature del mio umore, mi ha chiesto “cosa c’è che non va” e, quando io ho risposto che andava tutto bene, avevo solo dormito troppo, lui è sbottato: “ma allora non va mai bene, se dormi poco sei stanca, se dormi molto non sei attiva… “. Oddio, non ha tutti i torti. Che serva una vacanza? Per servire, serve. Ma chissà, che possiamo davvero farla presto…

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